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per gli scribi

Toulouse en érasmienne

domenica 20 settembre 2026

Domani

Aggiornamento 20 settembre - sera

Gita 900 dislivello in salita fatta. Senza alcun problema tranne un caldo devastante. Non ho mai bevuto così tanta acqua come durante e dopo questa escursione. Per fortuna che il percorso era quasi tutto all’ombra!

Farmi condizionare così tanto sulle mie capacità da quanto avviene in un luogo di lavoro perverso e da persone autoritarie senza essere autorevoli ovunque esse siano provoca veri danni.

Ero poco allenata per cui ci ho messo una mezz’ora in più in salita rispetto alle indicazioni dei cartelli e mi sono concessa un’altra mezz’ora di soste mentre salivo. Una volta era un percorso breve e senza grosso impegno per me, oggi mi mancano la forma fisica e l’allenamento. Le persone incontrate lungo il cammino sono state gentili e disponibili.

La montagna dell’Appennino laziale non è decisamente nelle mie corde. Allena, sì, certo, offre qualche panorama verdissimo, ma montagna? Di gusti rimango alpina. Rimane anche la soddisfazione di una gita ben condotta e conclusa.

Vorrei andare a fare una gita in montagna. Da sola. Lo faccio spesso, ma queste non sono le mie montagne. Il Lazio è molto peggio delle Dolomiti per andare a camminare in solitaria senza conoscere i percorsi, perché sono molto mal segnati e poco frequentati.

Quindi ho un po’ di fifa. Soprattutto ho fifa perché il percorso è faticoso, l’ho già fatto in compagnia ma ero molto più allenata, 22 - cioè 14 chili fa e sette anni in meno.

Ma la cosa che mi innervosisce di più è arrivare fin là in automobile. Io mi faccio Roma-Parigi senza problemi, ma non so cosa m’ha preso stasera. Dovrei essere a nanna da tre ore e cincischio senza motivo e senza costrutto da questo pomeriggio.

Diciamo pure che, complice il caldo e un anno faticosissimo a livello familiare, sono in uno stato di tale irritazione impastoiata per il contesto lavorativo, che non so più dove né a chi gridare il disagio per la situazione chiusa e senza sbocco in cui mi trovo da almeno dieci anni. E hai un bel dire, non  sono cose che si dimenticano appena usciti dall’ufficio.

Vorrei tanto riuscire a passare gli anni che mi restano facendo qualcosa di bello e di soddisfacente, che mi garantisca anche un salario adeguato. Vorrei ancora un futuro professionale degno di questo nome, anche perché il passato e il presente non hanno avuto prospettive né senso né confronti.

Vai a letto, va’.

mercoledì 16 settembre 2026

Lavorare con i pazzi

 È veramente l’inferno in terra. Ancora peggio quando si credono onniscenti. 

 


domenica 13 settembre 2026

Funerali di Stato

 Poco amante delle cerimonie, non ho mai avuto in gran simpatia né interesse la questione dei funerali di stato. Poi ho capito la loro importanza per il modello che chi li decide intende celebrare o di cui ci si vuole appropriare. Ad esempio, i funerali di stato per Margaret Thatcher mi hanno vista tutta dalla parte di quei suoi connazionali che si appuntavano la spilla I still hate her.

Ma oggi, se dovessi proprio pensare qualcuno che meriterebbe riconoscimento postumo - ed ipocrita, forse in parte - sarebbe lei.

Non certo un’artefice di miseria come codesto personaggio, alfiere di un’istituzione economicamente spietata, al servizio di un’ideologia altrettanto spietata dall’università in poi, qui descritto da uno dei suoi peggiori complici. Altro che diritti delle donne, ormai più che sbiaditi.

lunedì 7 settembre 2026

Come sono virtuosi, loro in Allemagna, per far riciclare allo Stato le industrie in fabbriche di armi

 Sì proprio i fautori della riduzione della spesa pubblica, della concorrenza e della tutela del libero mercato e del divieto di aiuti di Stato, perché meglio i licenziamenti e la deindustrializzazione.

Uno stabilimento di Volkswagen, travolta da errate politiche industriali, sarà comprato da Israele e verrà riconvertito a industria bellica grazie agli aiuti di Stato.

Eh, ma l’EUropa porta la pace.

mercoledì 15 luglio 2026

Ero sicura che ci saremmo arrivati: la vera ragione del suicidio assistito

 

Sanità, lo strazio di Ivan: “Ho la distrofia, ma mi tolgono l’assistenza per la ventilazione perchè l’azienda sanitaria non paga i debiti. A questo punto chiedo il suicidio assistito”

L'uomo è affetto da distrofia muscolare e dipende dall’assistenza 24 ore su 24: ora rischia di restare senza aiuto dal 31 luglio per fatture non pagate. "Mi garantiscono il diritto di morire, non quello di vivere con dignità". L'intreccio di competenze tra Vibo Valentia e Parma. Lui intanto ha avviato l’iter per la morte volontaria medicalmente assistita.

47 anni.

Nella meravigliosa civilissima UE che ci protegge, perché pagare cure costose a un malato grave? Il debito, la spesa, gli orologi di Cottarelli…
Il vero scopo di queste leggi è sbarazzarsi al minor costo di malati cari da curare e mantenere in condizioni dignitose. Distruggere il servizio pubblico e portarli cosi a un livello di disperazione e povertà tali da preferire la morte. Se qualcuno, anzi qualcun*, per carità, avesse avuto ancora qualche dubbio sul destino che ci attende.

sabato 13 giugno 2026

Les belles auront la folie en tête

 Où l’on s’en va à deux cueillir en rêvant.

Con la mamma coglievamo le more. Le ciliegie mai successo. I fichi sublimi sì.

Mais il est bien court le temps des cerises.

J’aimerais toujours le temps des cerises

et le souvenir que je garde au cœur.

martedì 26 maggio 2026

Voglia di novità e perdite di tempo

 Mi sento strana, sono stanca e non vado a dormire, abbattuta davanti allo schermo. Eppure domani mi attende una lunga giornata che, malgrado debba passare per un momento che spero interessante come promette, non porterà a niente di concreto, come sempre.

Ho voglia di novità, da mesi, e la novità è arrivata e è solo brutta, come sempre sul lavoro: facciamo fuori un terzo di quanto dovresti curare, senza nulla in cambio, per equilibri e fini che non mi vengono neanche accennati perché io possa sentirmene in qualche modo partecipe. O solo rispettata nel mio ruolo e nel mio mestiere. Il solo scopo sembra ricacciarmi la testa sott’acqua da ogni parte io tenti di voltarmi. Dopo la pensione mi aspetta l’indigenza con seicento euro al mese (grazie, governi Dini, Prodi, Monti, Renzi).

A Parigi sentivo envie de faire peau neuve, qui sono stata così sommersa da problemi

 di varia natura (al primo posto la salute dei genitori) da scordarmi persino di questo.

Altro che lockdown di tre mesi sei anni fa, quando mi sentivo così bene da tornare in forma senza neppure accorgermene. Oggi dovrei rifare l’intero guardaroba.

In lockdown (economico, sociale, culturale, conoscitivo, di mobilità) ci ho vissuto, di fatto, tutta la mia vita di adulta. Sempre ad affacciarmi al mondo che mi interessava davvero attraverso lo schermo di una barriera invisibile ben più penalizzante di una mascherina. 

E adesso è troppo tardi, e del resto non cambierebbe nulla.

Eppure io sono una persona tutt’altro che cupa e malinconica per natura. Sono curiosa, appassionata, affamata di scoperte e conoscenza, vivace, inventiva, ridente. Ma è come se vivessi sotto una coltre di polvere.