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per gli scribi

Toulouse en érasmienne

martedì 29 ottobre 2013

E qualcuno firmò

In tre per la precisione. A ciel sereno e inaspettatamente il mio periodo parigino è sopravvissuto per altri sei mesi. Poi, chissà.
Stordita e sollevata mi guardo intorno come una lumachina uscita dal guscio.
E mi preparo per partire.
Sperando di lasciare qui, e per sempre, il bagaglio di questi dieci mesi e un giorno (dal 28 dicembre 2012, per la precisione) di attese e ansie:
fame compulsiva e insoddisfacente, fino ai vasetti di acciughe svuotati alle 4 del mattino,
insonnia,
contratture muscolari dolorosissime, con conseguenti cicli di fisioterapia,
perdita dell'attenzione e della concentrazione (non parliamo della creatività e dell'ideazione di cose nuove),
stato d'ansia generalizzato,
pensieri ossessivi,
pianti,
irascibilità,
crisi di soffocamento,
incapacità di ascoltare i discorsi degli altri.

Una domanda, però, resta: a chi, a cosa, serve far lavorare la gente in questo modo? Quanto posso essere stata produttiva io in questi mesi? Non sarebbe stato più conveniente avermi al massimo e devota per sei mesi, che stravolta per sei mesi o un anno?

13 commenti:

  1. Non ci crederai ma sono contenta come se l'avessero firmata a me quella carta.
    La strada continua Pellegrina, continua anche dietro le porte...ricordi?
    Non fermarti Pellegrina, non fermare la tua voglia di crescere sempre...comunque... per TE!.
    Nora
    PS - adesso chiamo subito il Martirio e glielo dicooooooo!!!!! (che voglio venire a trovarti a Parigi!)

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    1. Ricordo Nora. Speriamo che le porte siano permeabili più facilmente di questa.
      Grazie! e a presto.

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  2. ... come stregona non sono male vero?
    Nora

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    1. Guarda, con me, se vuoi allenarti nella stregoneria da fare non ne manca :-)

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  3. A forza di evocarle arrivano le novità, allora!!!
    Certo i vasetti di acciughe alle quattro di mattina mi impensieriscono...:)
    Buon viaggio, di nuovo!

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    1. Potremmo metter su un laboratorio di invocazioni, allora. Altro che raviolificio. :-)
      Le acciughe impensieriscono anche me. Non mi era mai capitato e persino ora, ho delle smanie di "fame" (diurna) sia pure in fase calante. E' come sentirsi spossessati... brr..

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  4. Ma le acciughe, così oppure su cracker e burro? No perché se si vuol far qualcosa di porco, che lo sia veramente, ecco.... :)

    Scherzi a parte son felice di questa nuova possibilità, e che diventi stabile!

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    1. Rigorosamente nature dal vasetto, come nevrosi bulimica comanda. Bisogna far le cose perbene :-/
      Con burro e pane tostato (più che cracker, anche se fa marinaro), oppure marinate con spolverata d'origano ce le vedrei su un tavolino con candida tovaglia e meraviglioso bicchiere di bianco freddo come aperitivo, però.
      Anzi, sarebbero m o l t o meglio!

      Sullo stabile, speriamo. Per ora non si vede nulla all'orizzonte.
      Grazie dell'augurio molto apprezzato e a presto!

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  5. Pellegrina, forza...per aspera ad astra, consoliamoci così;-)
    Cinzia

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  6. Non ho capito. Scusa, ma mi sto mettendo in pari perché qui vedo un sacco di novità e sono partita dall'ultimo post quindi ero convinta che tu fossi a Venezia come nuova destinazione. Invece puoi restare a Parigi? E' così? Se lo è ti lancio un po della mia gioia, da qui, e ti dico che ne ero certa che tutto avrebbe preso la strada che doveva. Un fortissimo abbraccio. Pat

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    1. Carissima Pat, è ancora più complicato. Io mi divido tra Roma, dove lavoro, e Parigi dove vado a studiare. Per andare a Parigi, ogni novembre, ho bisogno di un permesso di part time che quest'anno mi è stato firmato solo il 29 ottobre. Venezia è stata una tappa intermedia, perché avevo delle cose da studiare anche lì. Ora sono a Parigi, per sei mesi, e poi... ricomincerà il tira e molla per il prossimo anno.
      Grazie della gioia, puoi immaginare quanto condivisa, ed è stata proprio una fortuna enorme!

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