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per gli scribi

Toulouse en érasmienne

martedì 4 dicembre 2018

Pax?


Quello che segnerà la vita dei nostri genitori e la nostra. Il presidente dell’ordine dei medici Filippo Anelli parla giustamente di aberrazione. Un medico o un dirigente medico non possono ricevere compensi quanto più revocano malattie e invalidità. Eppure le scelte politiche di tagli, tagli e sempre più tagli non vengono rimesse in discussione da questo governo nella sua legge di bilancio, al contrario. Quel modello non va toccato e ancora una volta ci dovremmo piegare ai suoi ideatori e mandanti.
Perché una multa dovrebbe spaventarci più della mancanza di cure? Dell’impotenza davanti alle malattie dei nostri cari? Dell’impossibilità di avere la « pensione dignitosa » prevista dalla nostra Costituzione?
Cosa temiamo ancora?
Uscire al più presto da questa trappola di morte fisica e di soggezione mentale è la cosa migliore che potrebbe capitarci.



domenica 25 novembre 2018

Taci rinnegato

Affamatore della tua gente, tu che hai svenduto chi ti ha eletto, hai distrutto il tuo paese, hai smantellato le sue risorse, hai tradito un mandato referendario, ma taci, almeno, dopo avere massacrato la amata terra di Achille e Odisseo, non osare darci consigli di morte come se non bastasse la devastazione che hai provocato là dove avevi il potere di resistere e di appellarti ai tuoi, anziché torturarli come invece hai fatto, non preparandoti e infine cedendo in maniera ignominiosa.

giovedì 22 novembre 2018

Proprio quello proprio qui

Un corpo minuto sormontato da un cespuglio di ricci nerissimi, una bellezza non eclatante ma curatissima nell ‘abbigliamento che gioca la carta della ingenuità infantile appena zuccherosa. Poche parole e una determinazione di ferro, precisione, cura del dettaglio, capacità di valutazione, di iniziativa, di prudenza quando occorre. Impegno serio e senza cedimenti di chi conosce la necessità di far fronte a difficoltà economiche sapendo sempre conservare la dignità.
Arriva sul lavoro dove deve svolgere un compito alieno dal suo campo e dal suo percorso, per bruta necessità immediata di denaro. Non si scolla da cio’ che deve fare, sospetto che si attardi oltre l’orario, a volte.
L’altro ieri anticipa di due giorni, ha bisogno di finire prima, mi spiega. Ho sempre cercato di dare la massima libertà organizzativa dato che devono tenere insieme quattro tipi di impegno differenti, ovviamente malpagati. Quindi non c’è problema anche se sotto sotto mi dispiace che sia arrivato l’ultimo turno. Ma non sono la sola. Il portone sta per essere chiuso quando mi saluta e accenna alla pila non smaltita che aveva messo da parte. « Perché io rifaro’ sicuramente la domanda e chiedero’ senz’altro di venire qui: voglio continuare questo lavoro », molto meno prestigioso e redditizio, ma pure meno interessante, di quello che sarebbe il suo mestiere. « Adesso che l’ho capito ho visto che qui mi piace », conclude con un po’di ansia, guardando la pila messa da parte con l’aria di chi vorrebbe che restasse li’ ad aspettare il suo ritorno.
E poiché tutto quel che sa di questo lavoro gliel’ha insegnato chi scrive qui, registriamo l’episodio in questi giorni freddi e solitari, un po’ tanto disperati, tra le pietre lucenti della vanità.

domenica 18 novembre 2018

Sentirsi sola

Stasera è cosi’, malgrado una bella gita nel freddo reatino un dolcetto al ritorno e tanto negli occhi.
Ma non c’è futuro, pessime notizie dal lavoro - a parte il posto, che rimane, tutto il resto che avevo tentato di costruire da anni è fermato da scelte altrui cinicamente consapevoli. Non ho più voglia di lavorare per chi approfitta di quel che so e di quel che so fare facendo in modo di bloccarmi la carriera per pagarmi di meno e favorire altri equilibri di potere, oltrettutto a scapito del campo in cui lavoro.
Non voglio trasformarmi in uno di quei mostri che vanno a lavorare ogni giorno per contare i minuti che li separano dalla pensione: non voglio ridurmi cosi’, morire in questo modo.

Vorrei andarmene, davvero: ma a chi posso servire e a cosa?
A niente e nessuno apparentemente.

giovedì 8 novembre 2018

Quindi stanotte

o forse da molto tempo, anzi troppo, la repubblica parlamentare italiana è divenuta una repubblica presidenziale che risponde anzitutto all'esterno. Giacché il presidente della medesima avrebbe deciso che sarebbe sua prerogativa giudicare la politica economica del governo e del parlamento.
Educare i parlamenti, raccomandava qualcuno.
Ora l'orizzonte esterno cui dovrebbe guardare la politica economica può significare due cose.
1) che sia una (supposta o autoarrogatasi) autorità esterna a indirizzare le scelte economiche a suo giudizio insindacabile;
2) che si debbano condurre politiche economiche mercantiliste, basate sulla crescita delle esportazioni, per realizzare le quali è necessario contenere i costi di produzione e la capacità di spesa per importazioni attraverso:
a)bassi salari,
b)disoccupazione,
c)precarietà,
d)sottoccupazione,
e) pochi e scadenti servizi pubblici.
Peccato che di questa roba nella Costituzione del '48 proprio non ce ne sia traccia. Anzi.

domenica 28 ottobre 2018

Anzi, mi correggo: TOGLIAMOLI di mezzo

Ad esempio proviamo a mettere una regola che prescriva di fare così:
La telefonata Conte - Juncker sui conti tedeschi.

martedì 23 ottobre 2018

TOGLIETEVI DI MEZZO

"“Impegni violati deliberatamente. Rivedremo decisione su procedura per deficit eccessivo”– “Il governo italiano sta apertamente e deliberatamente andando contro gli impegni che aveva preso”, ha detto in conferenza stampa il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis."

TOGLIETEVI DI MEZZO.

"“i piani attuali sono un cambiamento materiale che potrebbe richiedere una rivalutazione” di tutto, ha spiegato. “La palla è ora nel campo del governo italiano, abbiamo tre settimane per un dialogo intenso”, ha aggiunto. “Le risposte ricevute ieri non sono state soddisfacenti. L’Europa si basa sulla cooperazione e sulla fiducia. Se viene erosa ne sono danneggiati tutti gli Stati membri e la valuta unica”. Poi ha ricordato che nel 2017 il debito italiano “ha rappresentato un peso medio di 37mila euro per abitante“, pari “al secondo debito più alto nell’Ue, uno dei più alti al mondo” nonché quello “con il più alto costo totale di rifinanziamento in Europa” che “deve essere pagato ogni anno dai contribuenti“. 

TOGLIETEVI DI MEZZO.

"Al punto che “l’anno scorso l’Italia ha speso lo stesso ammontare per rifinanziare il debito di quanto ha dedicato all’educazione.""

TOGLIETEVI DI MEZZO.

“Passi indietro sulle pensioni. E il condono potrebbe ridurre adempimento degli obblighi fiscali” – “L’economia italiana è caratterizzata da una bassa crescita economica e da una dinamica della produttività debole rispetto alla media dell’Unione, con conseguenze negative a livello sociale e occupazionale” si legge nell’opinione della Commissione sul Documento programmatico. “Per promuovere la crescita potenziale e affrontare la persistente stagnazione della produttività occorre una strategia organica di riforma. Le misure contenute nel documento programmatico di bilancio 2019 indicano invece un chiaro rischio di retromarcia su riforme che l’Italia aveva adottato in linea con precedenti raccomandazioni specifiche e con riferimento agli aspetti strutturali di politica fiscale oggetto delle raccomandazioni indirizzate all’Italia dal Consiglio il 13 luglio 2018″. Infatti “sebbene il Consiglio abbia raccomandato all’Italia di ridurre la quota della spesa pubblica destinata alle pensioni di vecchiaia al fine di dare spazio ad altre voci di spesa sociale, l’introduzione della possibilità di pensionamento anticipato è un passo indietro rispetto a precedenti riforme pensionistiche a supporto della sostenibilità a lungo termine del consistente debito pubblico italiano”. 

TOGLIETEVI DI MEZZO.

Vi diamo così fastidio? Ce ne andiamo subito.
Inutile insistere quando un matrimonio non funziona. Toglietevi di mezzo. Ah, no? Non vi sta bene? Quindi serviamo a qualcosa, magari a salvarvi le banche e finanziare i trasferimenti ai paesi baltici?

TOGLIETEVI DI MEZZO.

Ci avete imposto di distruggere un welfare mai nato. Ci avete fatto calare la speranza di vita. Avete imposto leggi scellerate che hanno causato disoccupazione e emigrazione, violentando la nostra Costituzione.

TOGLIETEVI DI MEZZO. Per sempre.