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per gli scribi

Toulouse en érasmienne

domenica 18 novembre 2018

Sentirsi sola

Stasera è cosi’, malgrado una bella gita nel freddo reatino un dolcetto al ritorno e tanto negli occhi.
Ma non c’è futuro, pessime notizie dal lavoro - a parte il posto, che rimane, tutto il resto che avevo tentato di costruire da anni è fermato da scelte altrui cinicamente consapevoli. Non ho più voglia di lavorare per chi approfitta di quel che so e di quel che so fare facendo in modo di bloccarmi la carriera per pagarmi di meno e favorire altri equilibri di potere, oltrettutto a scapito del campo in cui lavoro.
Non voglio trasformarmi in uno di quei mostri che vanno a lavorare ogni giorno per contare i minuti che li separano dalla pensione: non voglio ridurmi cosi’, morire in questo modo.

Vorrei andarmene, davvero: ma a chi posso servire e a cosa?
A niente e nessuno apparentemente.

giovedì 8 novembre 2018

Quindi stanotte

o forse da molto tempo, anzi troppo, la repubblica parlamentare italiana è divenuta una repubblica presidenziale che risponde anzitutto all'esterno. Giacché il presidente della medesima avrebbe deciso che sarebbe sua prerogativa giudicare la politica economica del governo e del parlamento.
Educare i parlamenti, raccomandava qualcuno.
Ora l'orizzonte esterno cui dovrebbe guardare la politica economica può significare due cose.
1) che sia una (supposta o autoarrogatasi) autorità esterna a indirizzare le scelte economiche a suo giudizio insindacabile;
2) che si debbano condurre politiche economiche mercantiliste, basate sulla crescita delle esportazioni, per realizzare le quali è necessario contenere i costi di produzione e la capacità di spesa per importazioni attraverso:
a)bassi salari,
b)disoccupazione,
c)precarietà,
d)sottoccupazione,
e) pochi e scadenti servizi pubblici.
Peccato che di questa roba nella Costituzione del '48 proprio non ce ne sia traccia. Anzi.

domenica 28 ottobre 2018

Anzi, mi correggo: TOGLIAMOLI di mezzo

Ad esempio proviamo a mettere una regola che prescriva di fare così:
La telefonata Conte - Juncker sui conti tedeschi.

martedì 23 ottobre 2018

TOGLIETEVI DI MEZZO

"“Impegni violati deliberatamente. Rivedremo decisione su procedura per deficit eccessivo”– “Il governo italiano sta apertamente e deliberatamente andando contro gli impegni che aveva preso”, ha detto in conferenza stampa il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis."

TOGLIETEVI DI MEZZO.

"“i piani attuali sono un cambiamento materiale che potrebbe richiedere una rivalutazione” di tutto, ha spiegato. “La palla è ora nel campo del governo italiano, abbiamo tre settimane per un dialogo intenso”, ha aggiunto. “Le risposte ricevute ieri non sono state soddisfacenti. L’Europa si basa sulla cooperazione e sulla fiducia. Se viene erosa ne sono danneggiati tutti gli Stati membri e la valuta unica”. Poi ha ricordato che nel 2017 il debito italiano “ha rappresentato un peso medio di 37mila euro per abitante“, pari “al secondo debito più alto nell’Ue, uno dei più alti al mondo” nonché quello “con il più alto costo totale di rifinanziamento in Europa” che “deve essere pagato ogni anno dai contribuenti“. 

TOGLIETEVI DI MEZZO.

"Al punto che “l’anno scorso l’Italia ha speso lo stesso ammontare per rifinanziare il debito di quanto ha dedicato all’educazione.""

TOGLIETEVI DI MEZZO.

“Passi indietro sulle pensioni. E il condono potrebbe ridurre adempimento degli obblighi fiscali” – “L’economia italiana è caratterizzata da una bassa crescita economica e da una dinamica della produttività debole rispetto alla media dell’Unione, con conseguenze negative a livello sociale e occupazionale” si legge nell’opinione della Commissione sul Documento programmatico. “Per promuovere la crescita potenziale e affrontare la persistente stagnazione della produttività occorre una strategia organica di riforma. Le misure contenute nel documento programmatico di bilancio 2019 indicano invece un chiaro rischio di retromarcia su riforme che l’Italia aveva adottato in linea con precedenti raccomandazioni specifiche e con riferimento agli aspetti strutturali di politica fiscale oggetto delle raccomandazioni indirizzate all’Italia dal Consiglio il 13 luglio 2018″. Infatti “sebbene il Consiglio abbia raccomandato all’Italia di ridurre la quota della spesa pubblica destinata alle pensioni di vecchiaia al fine di dare spazio ad altre voci di spesa sociale, l’introduzione della possibilità di pensionamento anticipato è un passo indietro rispetto a precedenti riforme pensionistiche a supporto della sostenibilità a lungo termine del consistente debito pubblico italiano”. 

TOGLIETEVI DI MEZZO.

Vi diamo così fastidio? Ce ne andiamo subito.
Inutile insistere quando un matrimonio non funziona. Toglietevi di mezzo. Ah, no? Non vi sta bene? Quindi serviamo a qualcosa, magari a salvarvi le banche e finanziare i trasferimenti ai paesi baltici?

TOGLIETEVI DI MEZZO.

Ci avete imposto di distruggere un welfare mai nato. Ci avete fatto calare la speranza di vita. Avete imposto leggi scellerate che hanno causato disoccupazione e emigrazione, violentando la nostra Costituzione.

TOGLIETEVI DI MEZZO. Per sempre.  

sabato 6 ottobre 2018

ColleghI XY

come avrebbe detto lei che purtroppo non scrive più, si è data alla riviera ligure, beata.

Mettiamo un collega per caso strano non canuto, convinto, ma proprio convinto, di essere un uomo di buone fortune per superiori sue doti, quindi, nella sua mentalità, di dover valutare la dignità di essere umano di sesso femminile di chi lavora con lui a seconda dell'ottemperanza concessa da madre natura a quell'individuo rispetto al canone di centimetri di moda in quel momento.
Mettiamo che costui non mi abbia mai degnata di una parola né di saluto meno che gelido per tre anni buoni.
Poi mettiamo che io dimagrisca di quasi undici chili e mezzo, per motivi miei, cambi pettinatura, e inizi a risanare alcune piaghe che mi incatenavano da oltre un decennio.

Ohibò, divento improvvisamente degna di considerazione.
Saluti accompagnati da smaglianti sorrisi.
Tentativi di conversazione.
Cura nell'informarmi che lui sì, sta proprio andando via.
Apperò.

Sapesse che se poteva fare una cosa perché io lo considerassi ancor meno di quanto considero il maleducato gratuito standard di cui è pieno il mondo è proprio questa.

Ma quando riprenderò qualche chilo, continuerà a salutarmi, o ricadrà nel gelo?
Di certo non vale la pena di tentare l'esperimento.


mercoledì 3 ottobre 2018

La scoperta dell'acqua calda

Tornata un mese fa scopro che nel luogo dove lavoro hanno intenzione di gettare a mare una ventina di persone che avrebbero potuto promuovere con tutti i crismi e sforzo minimo. Piombo in una delle situazioni meno felici che si possano immaginare. Mi passa totalmente la voglia di scrivere. Cerco di organizzare la nostra banda dispersa e senza nome insieme ad altri compagni di sventura. Dapprima appare come un gioco: fare anticamera, raccogliere informazioni, capire le poste e le fazioni in gioco; trattare, o meglio tentare di trattare ad armi impari, tentare in ogni direzione, farsi conoscere e riconoscere.
Poi inizia la fase dei rifiuti, dei muri, delle serrate; delle incomprensioni e della lentezza altrui. Nel frattempo la persona che sentivo più vicina e consideravo amica mi si rivolta contro rinfacciandomi di stare usando gli altri per interessi personali. Piango per una settimana ma non posso fermarmi. Ho bisogno delle mie montagne, un venerdì di questa estate infinita mi getto letteralmente fuori dall'ufficio, afferro gli scarponi, salto in macchina e corro per sei ore. Corro a rifugiarmi un week-end nel mio paese e nella mia valle: mi getto sulle tonaliti verso le porte imponenti; parlo intensamente con un caro amico; rivedo un fortilizio che ci è caro; ritrovo dei piatti amati da tempo. Dormo nel mezzo di una valle piena di abeti e di stelle, di acque correnti e di prati in una casa Bianca dalla magnifica charpente in legno chiaro scolpito dove sognavo da anni di andare senza mai riuscirvi.
Qui è l'unico pezzo d'Italia che mi parli.

La lotta mi prende al punto che tutto il resto sfuma: i bagagli da disfare, i lavori da concludere, le letture da fare. Mi dico che tutto sommato mi sto quasi divertendo. Se solo la posta in gioco, tutto sommato misera, non fosse per noi così alta...

Durante uno dei tanti tentativi di interessare qualcuno alla nostra sorte vengo invitata a una conferenza italo-francese. Il curatore del libro dopo i saluti passa alla sua lingua materna. Sento ruscellarmi addosso suoni che il cervelletto riconosce e decifra ormai automaticamente. Percepisco quanto ne avesse bisogno, quanto questo linguaggio dell'anima gli fosse mancato e fosse mancato a tutta me stessa. Riprendo fiato e naturalezza come una pianta innaffiata dopo una lunga siccità che l'aveva rattrappita. Capisco come nessuna cosa possa realmente sostituire quel paese essenziale alla mia felicità.
Mi sento sotto una doccia calda che riapre il mio corpo e la mia anima facendoli sbocciare.

Il giorno dopo qualcuno fa una proposta assurda per permettermi di tornare in quel paese. Non ci devo credere: è il più gran gesto di generosità disperata che potesse fare per me, ma è assolutamente impossibile che possa avere effetto alcuno. Infatti rispondo con una risata. Tuttavia, il pensiero di potere davvero con un colpo di bacchetta magica, ché altro non sarebbe, lasciare questa verminaia per una vita dignitosa e gratificante nel paese del mio cuore, spazza via ogni falsa illusione che mi ero costruita per non morire sulla possibilità di trovare soddisfazioni dopotutto anche nel lottare per guadagnare qualcosa qui.

Di questo impossibile mulino a vento devo ritenere una sola cosa. Mi rassicura l'idea di avere sempre visto giusto, nella mia voglia di emigrare per sempre; di avere capito cosa mi renderebbe il respiro, il pensiero e la vita.

Ma non accadrà né l'una né l'altra cosa. Rimarremo dove siamo, ad aspettare come tanti altri che ho visto, l'ora della pensione distante decenni e decenni, unica via di sopravvivenza al disgusto che hanno instillato in noi, perdendo le idee perdendo la voglia di vivere, di fare; una pensione che non sarà, grazie al nuovo sistema contributivo, neppure dignitosa.

lunedì 3 settembre 2018

Questo inverno

era stato marcato dalla musica entusiasmante di una cantata e da tanto sole, energia, corse e sorrisi.
Questo ritorno particolarmente duro lo fa apparire storia.
Chissà perché un gruppo così abile in questa esecuzione diventa poi grigio in tutte le altre.
Insomma questi giorni non sono il massimo. Di certo mi sento molto confusa.