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sabato 4 luglio 2015

La disinformacija

Un blog ha provato a verificare un articolo apparso sul Corriere della sera a firma del vicedirettore Federico Fubini che descrive una Grecia diversa da quella che lui ha visto. Niente code ai bancomat, niente Acropoli disertata dai turisti (magari!), niente navi vuote in partenza dal Pireo. Niente negozianti che assaltano i turisti con aria equivoca, niente velate minacce di furti come viene più o meno velatamente insinuato in un altro articolo sempre dal Corsera, questo letto e debitamente conservato da me mercoledì 1 luglio a p. 11 "Tra i turisti per la strada inseguiti dai negozianti". E a lato, in una colonnina non firmata: "I turisti potrebbero diventare bersaglio facile per chi è in cerca di denaro". Ma non esisteva qualcosa di non proprio lecito che si chiamava "procurato allarme"?

Però l'articolista ha ragione, in prospettiva: se tu riduci un paese alla povertà, come la troijka  e l'euro stanno facendo in Grecia da oltre cinque anni, perché poi ti stupisci se si cercano i soldi dove si può? Ricorda niente questo scenario? A me sì: ricorda i pochi paesi del sud del mondo che conosco, (e che adesso non potrei più visitare perché il mio salario è tenuto troppo basso per permettermi di viaggiare; quella percentuale di reddito nazionale però non è scomparsa: semplicemente adesso si è scelto di farla andare altrove), ricorda la pressante richiesta dell'elemosina nei Caraibi, nell'India di qualche decennio fa. O i racconti sul Brasile, ad esempio. E' a questa società che la politica economica della UE, di cui l'indipendentissimo quotidiano serale si fa portavoce volenteroso, vuole ridurre l'Europa, proclamando ovviamente di volere l'opposto. E proclamando neppure tanto velatamente che se i popoli si rifiutano non bisogna tenerne conto. Del resto democrazia era una così brutta parola, là dove l'hanno inventata.  Ma tutto questo non conta.

Se vuoi sicurezza, per tornare alle preoccupazioni esternate dal Corsera, dai dignità.
Se vuoi dignità NON tagliare il welfare (è un salario indiretto, che mette in comune il contributo di tutti per poter dare a tutti quel che da soli non riuscirebbero mai a permettersi, ad esempio un intervento chirurgico o un'istruzione superiore, non un debito riprovevole).
Peccato che la stampa predichi da anni tutto l'opposto.
E che troppo pochi ancora perdano - o prendano?- tempo a dubitare, porsi domande, riflettere, verificare.

Precedente: Magari fallisse la UE








8 commenti:

  1. Non sono certo io in grado di giudicare l'economia greca, ma se è vero, come mi dice chi ci è stato, che si può andare in pensione a 55 anni, questo è un privilegio che costa molto caro. Senza passare per l'eccesso opposto, come si vorrebbe fare da noi, che praticamente al lavoro ci muori. Tagliando pure il welfare! Comunque faccio il tifo per gli amici greci che hanno una grande dignità e non meritano di essere trattati come gli ultimi della classe!

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    1. Bisognerebbe capire meglio per prima cosa, chi e come poteva farlo. Anche da noi c'è, o meglio c'era, chi poteva andare in pensione a 55 anni. Per chi ha passato una vita in fonderia da quando ne aveva 16-18, ad esempio, e magari s'è avvelenato di metalli pesanti o peggio, mi pare che sia più che equo. (Consiglio un libro, Alberto Prunetti, Amianto, Roma, Alegre, 2014, 188 p. 14 euro.) Poi bisogna anche capire con quanto si andava in pensione, magari poche centinaia di euro; e in generale se questo non fosse un modo, a mio parere tra i meno apprezzabili (preferirei dei servizi pubblici più sviluppati diciamo), ma comunque un modo, di assicurare un minimo di assistenza a alcune categorie di persone. Se poi pensiamo che la Germania, in questo momento, dà la paghetta coi soldi pubblici a qualche milione di persone che hanno un minijob, perché così i datori di lavoro possono pagare stipendi più bassi e incassare più profitti, be', sono gli ultimi a potersi permettere di dire agli altri cosa devono fare o non fare con la loro spesa pubblica.

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    2. Qui c'è un articolo, in inglese, ma comprensibile, http://blogs.wsj.com/brussels/2015/02/27/greeces-pension-system-isnt-that-generous-after-all/ uscito sul Wall Street Journal sulla questione complessiva delle pensioni in Grecia. Vale la pena aggiungere due cose:
      1) che i paesi con il maggior spesa pensionistica sono anche quelli con un gran numero di anziani, cioè Grecia e Italia. e che quando si fanno meno figli, oggi, è anche perché non si sa come mantenerli. Non ci sono salari decenti, non c'è un servizio pubblico diffuso, le case costano troppo rispetto ai redditi, i tempi di lavoro permettono poco di occuparsi della prole; di conseguenza, oggi che si può controllare la fecondità (ma per quanto ancora potremo permetterci di comprare gli anticoncenzionali?) si fanno meno figli per essere un po' meno poveri.
      2) i feroci tagli della spesa sanitaria in Grecia, con un così gran numero di anziani, quanti morti evitabili avranno fatto? e i tagli di cose come il riscaldament (le case senza riscladamento sono aumentate del 50%) ? quanti? e la malnutrizione?
      3) da quando e perché è cominciato un simile impoverimento e calo della natalità dei paesi dell'area sud europea? davvero dal 2008 o non piuttosto prima?

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  2. Se ho ben compreso ciò che esprimi, mi sento di essere d'accordo con te. L'idea di raccontare che il problema è dei greci che hanno fatto le cicale (parzialmente vero, peraltro) serve a nascondere un'imbarazzante cecità verso il modello di società e, lasciami dire, di crescita. Da sempre son convinto che la filosofia liberista, secondo la quale il mercato alla fine fa la cosa giusta, è un'utopia che al confronto quella socialista è solida come una verga d'acciaio. L'organizzazione della società deve avere al centro l'uomo, non l'economia (e i vari cristiani in politica questa cosa dovrebbero avercela scolpita in testa...).
    Se era questo il succo del tuo post, sono più che d'accordo.
    Un abbraccio!

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  3. Pellegrina, sempre belli e interessanti i tuoi post.
    io cmq penso che i greci siano anche vissuti al di sopra delle loro reali possibilità per lungo tempo, come anche fecero gli italiani, e che quindi non siano del tutto incolpevoli del dissesto attuale. E vedo anche della malafede, soprattutto nell'attuale figuro ma...non sono in grado di fare un'analisi precisa e attendibile, sono solo mie sensazioni di pancia. Io mi limito a dire che ....l'idea del grano saraceno mi sembra ottima!! Ciao Pellegrina, buona giornata!
    Cinzia

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    1. Grazie dell'apprezzamento per il saraceno, e vedrò di capire come si può fare :-)

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  4. @tutti: ma cosa intendete esattamente con questo: "vissuti al di sopra delle nostre possibilità"? Di cosa parlate? dell'avere una casa? di essere curati quando siete malati? di essere aiutati se siete invalidi? di mandare i vostri figli a scuola? di avere un'autonomia anche quando non siete più giovani e forti? di avere un terrazzo e coltivarci le rose? di poter andare in vacanza e riposarvi?
    Di chi parlate? Di voi? Di me? del vostro capo?

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